CINQUECENTOSERIAL - HOUSE OF CARDS 4/ NARCOS 2/GOMORRA 2/Z NATION 2



Ah..le serie TV!Ormai l'offerta è tale che, seguire tutto, è francamente impossibile a meno di non essere provvisti di veramente tanto tempo libero.
In attesa di scoprire se "The young pope" è la serie o la sòla dell'anno eccovi un recap delle serie viste  e terminate nei mesi scorsi, ovviamente in rigorosissimo ordine casuale.
House of cards 4
Nell'anno delle elezioni, durante una campagna elettorale abbastanza feroce, "House of cards" riprende quota e vola altissimo. Se Frank è una garanzia, Claire è forse la vera sorpresa, Lady Macbeth 2.0, Robin Wright ogni volta che appare incanta seduce e terrorizza come soltanto le grandi donne sanno fare, rubando la scena a tutti quanti. Al Bardo Frank e Claire sarebbero piaciuti tantissimo,noi, dopo un finale che ci ha lasciato a bocca aperta, attendiamo un filino inquieti i prossimi sviluppi.
Voto:8/10

Narcos 2
Lo scorso anno Narcos piombò come un missile in casa nostra proprio durante il mese di prova da neo adepti Netflix lasciandoci a bocca aperta. Naturale l'attesa per la seconda stagione che si è rivelata assolutamente all'altezza di ogni aspettativa. La caduta di Pablo Escobar, spietato assassino, padre e marito devoto, la guerra per prendere il suo posto da parte degli altri Narcos, la caccia per ucciderlo dei "buoni" dotati anche loro tuttavia di parecchi lati oscuri, sono un prodotto televisivo enorme confermato ancora per almeno una stagione. Lo sò, c'é molta perplessità in merito a causa del legame tra il personaggio di Escobar, un Wagner Moura maestoso, e la serie ma ho parecchia fiducia in merito...rivedere l'agente Pena in azione contro il cartello di Cali sarà un vero piacere..
Voto:10/10

Gomorra 2
Altro prodotto televisivo da manuale, soltanto che, questa volta, lo abbiamo realizzato a casa nostra. La lotta per il potere, Don Pietro che vuole tornare al suo posto, Jenny che non vuole più essere soltanto il figlio del grande capo, Ciro di Marzio che vuole tutto..,la guerra è inevitabile. E le polemiche, solo da noi può succedere una cosa del genere, pure.
Comunque "Gomorra" si conferma un prodotto potentissimo, coraggioso, curatissimo con un cast di enorme talento. La dimostrazione che, quando vogliamo, anche in questo bistrattato paese, riusciamo a fare qualcosa di veramente notevole. Terza stagione attesa spasmodicamente per, pare, maggio 2017.
Voto:9/10

ZNation 2
Sappiamo che fine ha fatto "The walking dead", mollata due stagioni e mezzo fa ormai seguita solo
attraverso le recensioni di alcuni amici blogger. Lasciata perchè troppe chiacchiere e pochi zombie.
Quindi non potevo non innamorarmi di questa banda di cialtroni qua.
Se già la prima stagione ci mostrava un mondo post apocalittico pieno di zombie (non erranti, non camminatori...zombie Santa pazienza!!!!) dove si chiacchiera poco e si spara molto, dove i personaggi hanno visto un film di Romero e non vanno tanto per il sottile, questa seconda non si pone limiti e questo ci piace davvero. Zombie per tutti gusti e Murphy, ormai diventato "il Murphy" pronto a combinare parecchi casini.
Adoro.
Voto:8/10

















31




Regia: Rob Zombie
Interpreti: Sheri Moon, Richard Brake, Meg Foster, Malcom McDowell

Oggigiorno p faccio qualcosa che mai avrei pensato di tornare a fare da queste parti: parlare di Rob Zombie.
Diciamo la verità, tra me e il buon Rob non era iniziata benissimo. Il remake di "Halloween"prima e quel delirio de "le streghe di Salem" non lo hanno certo fatto diventare il mio regista horror preferito. Anzi "Salem" era riuscito ad irritarmi a tal punto da farmi passare la voglia di recuperare i celebratissimi "la casa del Diavolo" e "la casa dei 1000 corpi"
Poi in rete circola il primo trailer di "31"...comincia a girare il film, le critiche dei "colleghi" sono buone e.....insomma Rob, ti sei guadagnato ufficialmente l'ultima occasione da queste parti, vediamo come te la giochi.
Così tra uno sbuffo di vapore e l'altro (Zombie si rivela un buon compagno per le sessioni di stiro...) parte il film con un prologo in bianco e nero...e i pregiudizi cominciano a crollare.
Diciamolo pure tra i denti Rob, questa volta te la sei giocata alla grande, e hai pure vinto.
Nulla di particolarmente originale alla base diciamolo pure.
La storia di un gruppo di artisti di strada rapiti e costretti a partecipare a "31" , un sadico gioco inventato da un gruppo di riccastri vestiti come il conte Uguccione di cui non sapremmo mai nulla, pesca certamente a piene mani da tanto cinema, mettiamoci anche "l'implacabile", e Zombie mostra di saper maneggiare il materiale come se avesse una sega elettrica in mano.
Forse per questo il risultato è decisamente ottimo.
Zombie non indugia in chiacchiere, spiegoni e nemmeno sulle (notevoli va detto...) chiappe di Sheri Moon.
"31" fin dal bellissimo, nonchè inquietantissimo, prologo parte spedito e non si ferma più.
Odiosi nani travestiti da nazisti farneticanti in spagnolo (mamma mia quanto l'ho detestato..) inquietanti clown armati di sega elettrica e conciati come ballerina....ma soprattutto lui...Doom-Head interpretato da Richard Brake.
Caratterista a dir poco fenomenale con buona pace di tutti gli altri protagonisti, peraltro validissimi, si
mangia letteralmente il film omaggiando la figura del Jocker (capito Jared come si fa??) in maniera impeccabile.



Zombie fa i film che gli pare fregandomene bellamente di tutto e di tutti, questo l'ha capito pure una
cinefila da quattro soldi come me, ma con "31" mette da parte ogni delirio di onnipotenza, tirando fuori un horror asciuttissimo, sporco e cattivo, qualcosa a cui, ad essere sincera, non ero più abituata.
Fa uno strano effetto lo ammetto; se da una parte abbiamo un fighetto come Wingard che
cazzeggia con la strega di Blair e fa un disastro, è proprio il qui tanto vituperato Zombie a regalarmi un horror adulto con, tra l'altro, un finale strepitoso.Non avrei mai pensato di dirlo, ma "31" è una delle cose migliori viste in quest'anno non propriamente prolifico.
Non sembra ancora prevista una data di uscita italiana, consiglio comunque un recupero immediato e in lingua originale....

HUNGRY HEARTS


Regia: Saverio Costanzo
Interpreti: Alba Rohrwacher, Adam Driver


Trama: Mina e Jude si incontrano per la prima volta in una toilette di un ristorante cinese. Da lì nasce una relazione, Mina rimane presto incinta e i due si sposano. Dal colloquio con una veggente a pagamento Mina si convince che il suo sarà un figlio speciale che andrà protetto da ogni impurità. Fin da subito Mina rifiuterà qualunque trattamento medico, una volta nato il rapporto con il bambino sfocerà presto in qualcosa di "esclusivo"; sempre chiusi in casa, niente dottori e un regime alimentare strettissimo. Quando il bambino per molti giorni manifesterà una febbre persistente Jude decide di portare il figlio da un medico che mette in evidenza la gravità della situazione, il piccolo è denutrito, non cresce abbastanza. Su pressione di Jude Mina  cede apparentemente alle richieste del marito, ma quando la verità verrà a galla il conflitto sarà sempre più acuto.

Ci sono film nati difficili; pellicole verso cui, da spettatore navigato, sai già che ti approccerei con una fatica emotiva altissima.
"Hungry hearts" era uno di questi.
Fin dai tempi della sua uscita mi aveva incuriosita, gli ho "girato intorno" per parecchio tempo, aspettando il momento migliore per affrontarlo. Alla fine, un paio di settimane fa, pescandolo per puro caso su Sky, ce l'ho fatta.
Prima di parlare del film però debbo ammettere di provare una profonda antipatia nei confronti di Alba Rohrwacher. Niente di personale, ci mancherebbe probabilmente tra l'altro è una persona deliziosa, soltanto il vederla recitare mi provoca un irresistibile fastidio.
E qui, debbo ammetterlo, è brava, anzi, bravissima.
Perché ogni persona che si sia occupata di un essere vivente, attenzione non dico bambino va bene anche un cane gatto o canarino, guardando Mina non può fare a meno di provare un misto tra odio e pena quasi feroce. Ruolo difficilissimo quello di Mina e la Rohrwacher ha la fisicità giusta per renderlo al meglio. Altrettanto bravo è Adam Driver. Perché ha si, sempre quella faccia "un po' così" che ogni tanto ritorna quando si parla di una buona interpretazione da queste parti, a tratti strana,  a tratti affascinante lo ammetto. Sembra quasi non capire davvero quello che gli sta capitando, soprattutto per troppo amore sembra quasi incapace di gestire la situazione, di decidere cosa fare.
Sarà qualcun'altro a farlo al posto suo, in maniera estrema, sbagliata,eppure paradossalmente guidata anche lei dall'amore.
Saverio Costanzo osserva queste due anime sole e solitarie nella città più affollata del mondo senza prendere alcuna posizione, ed è questa forse la carta vincente del film.
È stata dura, durissima arrivare alla fine, consumata dalla tensione emotiva e in attesa di una conclusione rivelatasi, è un po' me ne vergogno, decisamente liberatorio.
Applausi a Costanzo quindi, cantore di un cinema forse non troppo amato in casa nostra eppure sorprendentemente, ma forse solo per chi scrive, capace di confezionare con "Hungry Hearts' un thriller impeccabile.
Astenersi dalla visione in periodi emotivamente difficili però.