JOHN DIES AT THE END


Regia: Don Coscarelli
Interpreti: Paul Giamatti, Chase Williamson, Rob Mayes

L'influenza imperante in casa ha fatto saltare il carnevale, quindi ho finalmente colto l'occasione, questo fine settimana, per guardare l'osannatissimo "John dies at the end".
Tratto da un libro, a sua volta nato come blog-novel, di David Wong, fortemente voluto da Paul Giamatti, tra i miei attori preferiti, che figura come produttore, diretto da un regista di culto (di cui ammetto di non aver visto le precedenti opere) "John dies at the end" è....ecco...cos'è davvero?? Qui si parla, anzi si sproloquia, di uno dei film forse meno catalogabili della storia.
In "John dies at the end" c'è dentro tutto ed il contrario di tutto.
Una droga , la "salsa di soia" che promette esperienze extra corporee (ma non fa più tornare umani), un pusher giamaicano chiamato Robert Marley (!!), mostri di carne, mondi paralleli, hot dog usati come telefonini, schifosi mostri striscianti, predicatori, cani che guidano l'automobile, porte magiche...no, no, sono decisamente troppo vecchia per questa roba, eccola la cruda verità che mi è apparsa, chiara e limpida dopo il primo quarto d'ora...

 Però debbo ammetterlo, dopo l'iniziale, e comprensibile, smarrimento, è stato come salire sulle montagne russe, o se preferite entrare nella casa degli orrori al luna park, basta lasciarsi andare un pochino e ci si diverte pure. 
Formalmente curatissimo, interpretato da Chase Williamson e Rob Mayers che non si capisce bene se ci sono o ci fanno, con un Paul Giamatti a cui Coscarelli ha regalato un ruolo perfetto, ed un Clancy Brown strepitoso nei panni del dottor Marconi, "John dies at the end" alla fine non è nulla più di un ottovolante cinematografico sconclusionato eppure intelligentissimo, i suoi non sono spaventi gratuiti, straniante ed irresistibile che infrange tutte le regole scritte fino ad ora.
Coscarelli, che ripeto, dirige benissimo, pare un Cronenberg o un Lynch sotto acido, inserisce citazioni a profusione. Ogni tanto in questo marasma ci si perde un pò, non bisogna mai spegnere il cervello durante la visione, ma Coscarelli, debbo ammetterlo lascia lo spettatore tra lo sconcertato ed il piacevolmente soddisfatto.
Tra "Quella casa nel bosco" ed "il pasto nudo" quindi, "John dies at the end" è un prodotto decisamente sorprendente, non per tutti e che in Italia non uscirà mai. 

Commenti

  1. Mi fa piacere quando film come questo vengono apprezzati. Almeno da noi, che in questo caso siamo la nicchia, che come dici tu in Italia non lo vedremo mai. E forse è persino meglio così.

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    1. Forse è meglio perchè darebbe modo a certa gente che non capisce una mazza di parlare a vanvera. Ma nella sua assurdità stimolerebbe l'intelligenza di molti!

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  2. Ah ah ah!
    Beh, dai. Alla fine direi che l'hai gradito!
    E sul fatto che non sia assolutamente classificabile in nessuna categoria "precisa", direi che - anche stavolta - la pensiamo allo stesso modo!

    (io nel frattempo, fidandomi della tua recensione, ho trovato "Day", che prima o poi vedrò...)

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    1. Dopo un momento di sconcerto, confesso ero tentata di mollarlo ma ho resistito ed ammetto di aver visto una delle cose più intelligentemente folli della mia vita. Incatalogabile davvero.
      p.s. The Day merita.

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    2. p.s. lo sai che mi fido! :)

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  3. Molto, molto divertente e ben costruito: una pacchia pacchianissima!
    E mi ha ricordato il drive-in di Lansdale!

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    1. Pazzesco, un luna park dell'assurdo incredibile.
      Il drive in ce l'ho lì ancora da leggere.

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  4. Bello bello: e' come infilare la mano alla cieca in un secchiello di SuperMix Haribo.

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    1. Son le gommose vero??:) qui però mi sa che le caramelle fanno un pò più schifo...

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  5. è come se ti impiantassero il luna park nel televisore e al posto della poltrona stai sul vagoncino delle montagne russe....ma quante volte muore John?

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    1. Oddio..ad un certo punto ho perso il conto...davvero pazzesco...

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  6. Ti dirò, l'ho iniziato arrapato come una scimmia, ma poi ha finito per dirmi davvero poco. Troppo 'eccessivo' per me, e non tiene sempre il ritmo una volta che è avviato.

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    1. A me ha fatto l'effetto contrario. Inizialmente ero a dir poco sconcertata, dopo, mi sono lasciata andare alla follia e sono riuscita anche a divertirmi.
      Certo, un pochino la mancanza di una sceneggiatura "stabile" a tratti si sente...

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  7. Forse avresti bisogno di un po' di "Cronenbergterapia" e non dire di essere troppo vecchia per queste cose....Lang docet! ;-)

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    1. Magari recuperare il maestro alle origini sarebbe pure una buona idea...ok, non sono troppo vecchia!!:)

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